"A tale of survival, identity, commerce and memory"
Nella recensione che si legge in questa pagina mi viene chiesta una nota sulle fonti e sull'interpretazione che sta dietro al romanzo. È una richiesta giusta, ed ecco la risposta.
L'incursione con cui si apre «Sangue e terra» è l'attacco a Lachine, nella notte del 5 agosto 1689: dei coloni furono uccisi, molti altri portati via prigionieri. Quello che accade ai prigionieri nelle pagine seguenti segue ciò che i documenti dell'epoca registrano: le marce forzate, l'uccisione di chi non teneva il passo, i bambini distribuiti fra i villaggi e assorbiti da essi, le donne date a uomini della comunità che le aveva catturate. Ho lavorato su quei documenti, soprattutto le Relazioni dei Gesuiti e altre testimonianze del Seicento conservate nelle raccolte digitali canadesi.
Una precisazione che mi sta a cuore. In nessun punto il libro presenta il trattamento dei prigionieri come pratica generale di un popolo: quello che si legge è accaduto a quelle persone, in quel luogo, in quelle notti, ed è raccontato come fatto, non come etnografia. I documenti registrano tutto questo, e anche di peggio. Una parte ho scelto di lasciarla fuori.
Armand Du Silence